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Documenti di Legambiente

      4 giugno 2010: documento sull'emergenza benzo(a)pirene

 Dossier: Erosione dei litorali in Puglia (anno 2010)

 Dossier sui Piani Regionali per la bonifica dell'amianto (27 aprile 2010)

  Mal'aria industriale 2010.pdf

 Mal'aria industriale 2009.pdf

Ecosistema Urbano 2009  Tra la prima e l’ultima classificata nel rapporto Ecosistema Urbano del 2009 c’è un baratro. I migliori progrediscono, i peggiori sembrano quasi arretrare. Le distanze non si attenuano: si esasperano. Allora merita gettare uno sguardo sugli ultimi, che nel nostro caso non sono necessariamente i più poveri (in parte, sì, sono le città a più basso reddito), ma quelli che peggio curano le loro risorse ambientali. Le ultime 14 città di questo anno (non molto diverse da quelle del 2007 o anche del 2003) sono tutte città di cinque regioni: Sicilia (7), Calabria (3), Lazio (2), Campania (1). E, a sorpresa, Matera: ma in questo caso si tratta di una posizione che dipende da carenza di dati. Attenzione però: il divario segue in gran parte i confini tra Nord e Sud, ma senza automatismi. Un po’ di città meridionali (e praticamente tutta  la Sardegna) hanno prestazioni complessive migliori delle medie nazionali dei singoli indicatori e di città del centro-nord. Sgombriamo il campo dall’idea che queste città siano “in ritardo” perché (o solo perché) a più basso reddito: Frosinone – ultima in classifica - ha lo stesso prodotto interno lordo procapite di Verbania che è invece tra le prime cinque, Catania (la terzultima) ha un pil procapite superiore a Campobasso (che è 63 posizioni sopra nella classifica), Catanzaro ha un reddito procapite superiore a Cagliari ma più di 15 punti in meno nella classifica di qualità ambientale. E quando guardiamo agli indicatori più caratteristici dei consumi (i consumi elettrici, la produzione di rifiuti, le auto procapite e i consumi di carburanti) questo gruppo di città non si configura come eccezionalmente svantaggiato: il numero di auto procapite è perfettamente allineato alla media nazionale, i consumi elettrici domestici anche (solo meno 1%), la produzione di rifiuti urbani procapite è inferiore appena del 7% e i consumi di carburante del 10% (ma si tratta di aree dove incide molto meno che nella media nazionale il trasporto merci). Inoltre, nonostante fattori di pressione leggermente più bassi, in queste città i problemi ambientali non sono meno urgenti. Anche senza scomodare l’abusivismo o lo smaltimento illegale dei rifiuti, in questi centri urbani la qualità dell’aria e quella delle acque potabili sono peggiori della media nazionale. Ma dove la distanza diventa eclatante è su tutti quegli indicatori che chiamano in causa la qualità delle politiche e del governo. L’infrastrutturazione ambientale è decisamente meno sviluppata della media nazionale: sono depurate il 70% delle acque contro una media dell’85%, la capacità di trasporto pubblico è meno della metà della media nazionale (nelle classi demografiche corrispondenti), la disponibilità di verde urbano è addirittura inferiore del 60%. Le politiche ambientali attive sono deboli se non inesistenti: la raccolta differenziata è a un terzo della media nazionale (ancora sotto agli obiettivi di legge), zone a traffico limitato e piste ciclabili sono quasi inesistenti (il 15% della già modesta media nazionale), le azioni ambientali positive (acquisti verdi, politiche di risparmio energetico etc.) hanno una diffusione largamente inferiore anche alla media nazionale. Dietro le città che migliorano o che peggiorano nella loro qualità ambientale ci sono poche condizioni “oggettive”. C’è la qualità del governo. C’è la qualità delle politiche del governo locale e anche (e non ultimo) la qualità della cultura civica locale. Questo – e niente altro – spiega perché qualcuno migliora, molti vivacchiano, altri addirittura peggiorano.                                                                                     Scarica ora  ecosistema urbano 2009.pdf

 

Ecosistema Urbano 2008: Clima in città.  Bolzano, 19 ottobre 2007: Presentazione rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente, realizzato con la collaborazione scientifica dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia ed editoriale de Il Sole 24 Ore, e premiazione delle eccellenze. Ecosistema Urbano è diventato un insostituibile punto di riferimento per valutare la qualità ambientale delle città. Da quattordici anni infatti il sistema di indicatori locali di Legambiente confronta le prestazioni ambientali dei 103 comuni italiani capoluogo di provincia. L'incontro, come tradizione, approfondisce ogni anno un aspetto particolare dell'ecosistema urbano.Al centro di questo appuntamento a Bolzano c'è il tema "Clima in città". Attraverso l'intervento di tecnici ed esperti si cercherà di tracciare una fotografia della situazione e delle possibili soluzioni.                                                                                                                                                               Scarica ora ecosistema urbano 2008.pdf

Vademecum 2008  Scopriamo insieme il cammino percorso da Legambiente nell'anno 2007: Un anno con Legambiente; In azione tutto l'anno; Comunicare legambiente- i rapporti annuali, le pubblicazioni, i premi; I corsi; Le riviste; Legambiente sul web; l'abcCigno; Un nuovo ambientalismo per un altro progresso; numeri utili. Scarica ora  vademecum2008.pdf

 mal'aria di città  2008.pdf

 

Ecosistema Urbano 2007  L’annuale ricerca sulla qualità ambientale dei 103 comuni capoluoghi di provincia, documento redatto a cura di Legambiente e dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia  con la collaborazione editoriale del Sole 24 ore, segnala che le città italiane, nel complesso, sono ferme, immobili. Non in declino forse, ma neanche tesa un deciso rilancio, a migliorare la qualità della vita dei propri abitanti, a puntare sulla sostenibilità dell’ambiente del proprio territorio.                                                                              Scarica ora  ecosistema urbano 2007.pdf

Rapporto Ecomafia 2007  È stato presentato il nuovo Rapporto Ecomafia, l'annuale dossier di Legambiente sui fenomeni di illegalità ambientale in Italia. Nell'occasione, è stata lanciata la collana Verde-Nero, un progetto integrato di comunicazione sull'Ecomafia. Da una parte il Rapporto, dall'altra i racconti, due modi diversi per denunciare lo stesso fenomeno criminale.                                                                                                                  I traffici di rifiuti e l'abusivismo edilizio. Le corse clandestine di cavalli e i combattimenti tra cani. Il saccheggio dei beni archeologici e il commercio illegale di specie protette. E poi i nomi dei clan mafiosi coinvolti. I numeri delle attività di repressione da parte delle forze dell'ordine. Le storie, spesso davvero sconvolgenti, di aggressione criminale alle risorse ambientali del nostro paese. Ma anche uno sguardo oltre confine, a ciò che accade nei mercati globali dell'ecomafia. Quello realizzato da Legambiente è un lavoro di ricerca e di analisi che si fa leggere come un romanzo. Eppure è la realtà, fotografata fino nei dettagli, anche quelli meno conosciuti. Il                                                                                                                                                                  Rapporto Ecomafia è uno strumento indispensabile per chi vuole conoscere i fenomeni d'illegalità ambientale in Italia e i mercati dell'ecocriminalità. Ed è anche un atto di denuncia contro l'indifferenza e l'inerzia di molti. Alla redazione del Rapporto hanno collaborato tutte le forze dell'ordine, le Capitanerie di porto, magistrati, la Direzione Investigativa Antimafia, l'Agenzia delle Dogane, l'istituto di ricerche Cresme.   

 Per informazioni: a.pergolizzi@mail.legambiente.com; ceag@mail.legambiente.com                                    Introduzione e indice del Rapporto (PDF, 492.3 Kb)                                                                             

 Il rapporto Ecomafia 2007 è disponibile nel Bazar di Legambiente

 

L’emergenza idrica in Italia Il libro bianco di Legambiente    Pubblicato il 3 maggio 2007, costituisce un  approfondimento di questo fenomeno che l'Italia vive già da qualche anno e che si è drammaticamente  acuito  anche a causa del clima anomalo che ha contraddistinto il Bel Paese soprattutto negli ultimi mesi.   Scarica ora   dossier legambiente emergenza idrica 2007.pdf

 

                                                    Altri documenti

 

Codice dei beni Culturali    Il Codice, in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, si prefigge la tutela e  la valorizzazione del patrimonio culturale che concorre  a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio. Scarica ora      Dlgs 22 gennaio 2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio.htm

Realizzazione della Carta dei Beni Culturali della Puglia    Con Deliberazione della Giunta Regionale del 28 novembre 2006, n. 1787, in considerazione dello stanziamento della somma di euro 500.000 per la "Formazione archivio cartografico informatizzato", viene approvata  la proposta e la realizzazione di:   1.  cartografia di base, che consenta di acquisire con sufficiente approssimazione informazioni metriche sul territorio e di operare con sufficiente grado di attendibilità scelte per interventi che comportino l’impiego della risorsa  ambiente e della risorsa suolo;                    2. cartografia tematica, che consenta di acquisire, sistematizzare e aggiornare le informazioni relative ad aspetti specifici del territorio. I tematismi essenziali sono:Carta del Paesaggio, Carta Archeologica, Carta del patrimonio monumentale e storico culturale.                                     Scarica ora  Carte dei Beni Culturali della Regione Puglia.pdf

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 06-06-10                                                                          Privacy  policy