Comunicato stampa del 22 gennaio 2010 del Circolo
di Taranto
A Taranto Legambiente incontra l’Ilva
" Apprezzabile il dialogo ma alle parole devono seguire i fatti".
Irrisolti tanti problemi ambientali del polo
siderurgico e dell’area industriale.
Servono interventi rapidi ed efficaci
contro
l’inquinamento atmosferico.
“Apprezziamo l’apertura del dialogo da parte
dell’Ilva ma alle parole e alla disponibilità al confronto devono
seguire fatti concreti”. È questo il commento di Legambiente in
occasione dell’incontro odierno con i vertici di Ilva, nello
stabilimento siderurgico di Taranto, cui hanno partecipato tra gli altri
Stefano Ciafani, responsabile scientifico dell’associazione, Francesco
Tarantini, presidente di Legambiente Puglia e Lunetta Franco, presidente
del circolo di Taranto.
Durante l’incontro Legambiente ha esposto
all’azienda le proprie preoccupazioni su tutte le criticità ambientali
ancora irrisolte dello stabilimento tarantino, a partire dalla necessità
del rilascio di una Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rigorosa
nelle prescrizioni e nei tempi di ammodernamento impiantistico. Sono
stati affrontati diversi temi come la riduzione delle emissioni in
atmosfera di tutti gli inquinanti - in primis diossine, Ipa (idrocarburi
policiclici aromatici), benzo(a)pirene e polveri -, l’annosa questione
dei parchi minerali, l’adeguamento urgente di tutti gli impianti, a
partire dalle cokerie e dalle acciaierie, nel rispetto delle migliori
tecniche disponibili (BAT), i ritardi nelle bonifiche del Sito di
interesse nazionale e il problema dell’approvvigionamento idrico e degli
scarichi delle acque reflue.
L’approvazione della legge regionale sulla
diossina, i monitoraggi dell’Arpa sugli scarichi in atmosfera e
l’inaugurazione dei primi impianti per ridurre il pesantissimo impatto
ambientale del polo siderurgico non sono frutto del caso ma figli della
mobilitazione della città di Taranto, che ha coinvolto positivamente le
istituzioni locali e una parte importante del mondo del lavoro. Non
bisogna, ora, abbassare la guardia ma mantenere alta la tensione sociale
e proseguire in questa direzione. La strada per debellare l’inquinamento
atmosferico di Taranto è ancora lunga. Legambiente continuerà la sua
battaglia ‘in nome del popolo inquinato’ come fatto finora e come
testimoniano anche le mille lenzuola della campagna Mal’aria distribuite
nel rione Tamburi un anno fa e portate con tutto il loro carico di
inquinamento a Roma al ministro Stefania Prestigiacomo e al presidente
della Commissione AIA. “Continueremo la nostra vertenza accanto alle
altre associazioni, agli enti locali, all’Arpa, al sindacato - hanno
dichiarato i rappresentanti di Legambiente - per garantire un futuro
pulito ai cittadini di Taranto e una realtà industriale tecnologicamente
avanzata che stia al passo del mercato mondiale dei paesi
industrializzati e garantisca posti di lavoro stabili e al riparo dai
rischi corsi finora”.
ALCUNE DELLE QUESTIONI AFFRONTATE DURANTE
L’INCONTRO CON ILVA
AIA
- Urgenza degli
interventi in discussione nell’ambito della procedura AIA e relativa
accelerazione della tempistica di realizzazione
DIOSSINA
(IMPIANTO DI AGGLOMERAZIONE)
- Rispetto della
tempistica prevista dalla Legge regionale per la riduzione delle
emissioni di diossina in atmosfera che devono rientrare nel limite di
0,4 nanogrammi per metro cubo (ng/m3) entro la fine del 2010
- Realizzazione del
sistema di campionamento in continuo della diossina
PARCHI
MINERALI
- prevedere a breve la
copertura dei parchi minerali per ridurre le emissioni atmosferiche di
polveri
COKERIE
Gli interventi sulle
cokerie dell’Ilva sono fondamentali perché è da qui che vengono emesse
le maggiori quantità di IPA in generale, e di Benzo(a)pirene in
particolare, inquinanti altrettanto pericolosi delle diossine di cui
tanto e giustamente si è parlato soprattutto negli ultimi due anni.
Per ridurre le
emissioni è necessario:
- mettere in pratica
modalità operative ottimali nelle cokerie, primo vero intervento per
limitare le emissioni convogliate e quelle diffuse e fuggitive.
- prevedere un sistema
di controllo dei tempi di distillazione (punto nodale per la riduzione
delle emissioni)
- monitorare le
concentrazioni di zolfo dei gas di cokeria per verificare la loro
effettiva desolforazione
- contenere le
emissioni convogliate e fuggitive entro limiti definiti e misurabili e
non stime
ACCIAIERIE
- realizzare anche per
l’acciaieria 1, dove è attualmente in funzione un impianto a pressione
risalente al 1986 e ormai obsoleto, l’impianto di depolverazione
secondaria appena inaugurato per l’acciaieria 2
- rispettare il limite
per le polveri di 15 microgrammi per metro cubo previsto nelle BAT
ACQUE E SCARICHI
- diminuzione e
razionalizzazione dei consumi idrici
- monitoraggio in
continuo degli scarichi dei diversi impianti prima della loro confluenza
nei canaloni principali e installazione di misuratori di portata.